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NO Caccia

  La caccia praticata come attività ricreativa o commerciale è oggi criticata da molte associazioni per i diritti animali le quali sostengono che tali attività violano il diritto fondamentale alla vita degli animali cacciati.

 

Negli anni '90 gli Italiani furono chiamata al voto per un REFERENDUM

che chiedeva l’abrogazione di 3 quesiti, purtroppo però l'esito fu negativo.

 

 


 

Ma andiamo per ordine...

 

La caccia è la pratica di catturare o abbattimento di animali, solitamente selvatici, per l'approvvigionamento di cibo, pelli o altre materie oppure per scopo ricreativo o commerciale.

 

In passato la caccia ha rappresentato una fonte primaria di sostentamento per l'uomo durante.

 

Oggi in gran parte del mondo moderno la caccia non rappresenta più un'attività indispensabile, tuttavia in alcune società che vivono ancora in condizioni semi selvatiche e/o in condizioni di estrema povertà e/o in ambienti che non favoriscono l'agricoltura e l'allevamento la caccia ricopre ancora una funzione importante.

 

Nei paesi industrializzati invece la caccia ha perso questo ruolo, definendosi come una attività principalmente ricreativa oppure condotta allo scopo di commerciare il ricavato della cattura o dell'abbattimento degli animali.

 

SECONDO I CACCIATORI passare del tempo all'aria aperta, in ambienti relativamente selvaggi e lontano dai sentieri più frequentati, sia una parte essenziale dell'attività venatoria. Essi ritengono inoltre che la carne degli animali selvatici sia più saporita e abbia un gusto diverso rispetto alla carne degli animali d'allevamento. Senza contare che il cacciatore moderno può essere anche motivato dalla collezione di trofei di caccia.

 


 

La Caccia in Italia

 

 

 In Italia l'attività venatoria è regolamentata dalla

Legge 11 febbraio 1992 n.157, che fissa le 

♦ Norme per la protezione della fauna selvatica omeoterma e per il prelievo venatorio ♦

 

Si tratta di una legge-quadro, in base alla quale le regioni con proprie leggi disciplinano la gestione e tutela della fauna selvatica in conformità alla legge statale, alle convenzioni internazionali e alle direttive comunitarie.
 
In base alla legge costituzionale 18 ottobre 2001 n.3, che ha modificato l'articolo 117 della Costituzione italiana, la potestà legislativa in materia di caccia, non essendo espressamente riservata alla legislazione dello Stato, spetta alle regioni. 
 
Tuttavia, poiché lo Stato si è riservato la potestà legislativa in tema di tutela dell'ambiente, dell'ecosistema e dei beni culturali, il potere delle regioni in materia venatoria è in parte limitato. 
 
La limitazione non esiste per le regioni a statuto speciale in quanto esse hanno la potestà legislativa in tema di ambiente e hanno un proprio corpo forestale differente da quello statale... continua a leggere
 
 

 

In molti sostengono che la caccia non sia un attività pericolosa per l’uomo anzi è riconosciuta come "SPORT".  

 

Nasce spontaneo chiedersi allora il perché lo Stato ha dovuto creare un 

♦ fondo di garanzia per le vittime della caccia ♦

se è uno SPORT?

 

 


 

       

            ♦ E i danni all'ambiate? ♦                     

 

Se ogni cacciatore raccogliesse le cartucce

sparate avremo un impatto ambientale

equivalente allo smaltimento di 20.000

               tonnellate di rifiuti solidi urbani.              

   

 

 


 

 
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